Erano tutti miei figli
Elio De Capitani dirige e interpreta il primo grande successo di Arthur Miller, accompagnandoci tra i segreti di una famiglia borghese nell'America post-bellica.
di Arthur Miller
regia Elio De Capitani
traduzione Masolino d’Amico
con Elio De Capitani, Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Caterina Erba, Marco Bonadei, Nicola Stravalaci, Sara Borsarelli, Michele Costabile
scene e costumi Carlo Sala
luci Michele Ceglia
suono Gianfranco Turco
assistente alla regia Alessandro Frigerio
assistente alle scene e costumi Roberta Monopoli
produzione Teatro dell’Elfo
durata 2 ore e 45 minuti, intervallo incluso
La storia
Joe Keller (Elio De Capitani, anche regista) e sua moglie Kate (Cristina Crippa) hanno due figli, partiti in guerra come tanti della loro generazione: il maggiore, Larry, è dato per disperso da ormai tre anni e solo la madre non accetta l’evidenza della sua morte; il secondogenito, Chris (Angelo Di Genio), è invece tornato a casa, segnato da terribili esperienze, ma determinato a guardare al futuro, a una possibile esistenza felice che immagina insieme ad Ann (Caterina Erba), la ragazza che era fidanzata con suo fratello. La vita, apparentemente, ha ripreso il suo corso lasciandosi alle spalle gli incubi del passato. Joe è stato assolto dall’accusa di avere venduto all’aviazione americana pezzi di ricambio difettosi (una fornitura che ha causato la morte di ventuno piloti) e, senza troppi dubbi morali, ha fatto i soldi con la guerra; al contrario, il suo ex socio è stato condannato e sta scontando ancora la sua pena. Inesorabilmente, però, si scoprirà che nella famiglia Keller molto è stato nascosto. Le bugie attraversano le generazioni e riaffiorano per chiedere il conto.
Lo spettacolo
Elio De Capitani dirige il primo grande successo di Arthur Miller, scritto nel 1947 e ambientato nell’America post-bellica: «Uno dei motivi del successo di quest’opera credo sia nello scontro emozionante, violento tra genitori e figli. Ma anche nel dilemma affettivo e morale che li lacera, che anticipa la rivolta giovanile della generazione successiva e il suo rifiuto di perpetuare il sistema sociale voluto dai padri».
Perché vederlo?
È un’occasione per indagare il rapporto conflittuale tra genitori e figli e la responsabilità morale dell’individuo a confronto con la storia, in un’opera in cui il dramma sociale e quello psicologico coincidono.
Biglietti
- Online su Vivaticket
-
Alla biglietteria del Teatro Stignani (in via Verdi 1/3 a Imola, tel. 0542 602600) sabato 21/11 ore 16-19, martedì 24/11 ore 10-12, per le recite serali ore 19-21, per le recite pomeridiane 14-15.30